Mobilità e disponibilità: un problema talvolta quotidiano... Quasi in modo inconscio, le batterie di cellulari, auricolari, notebook, sono messe in carica preventivamente per il viaggio del giorno dopo, per la comune giornata di lavoro, ...
Da un certo punto di vista, poi, il telefono cellulare, paradossalmente, diviene 'modello di disponibilità': della posta elettronica, della comunicazione vocale, del dipendente dell'azienda che, con accrocchi di questo genere, può dire addio alla vetusta Reperibilità...
Questo, nonostante che il cellulare, di per se, sia molto lontano dal concetto di "infrastruttura critica", con quel che ne consegue. Ai vari fattori che concorrono a confermare questa ipotesi, (sarà capitato anche a voi di collegare il telefono all'alimentatore, ma non di attaccare l'alimentatore alla presa?) si aggiunge il fatto che la copertura non è sempre ideale, e non solo per "il vocale" ma anche su servizi applicativi: da pochi giorni a questa parte si scopre come un servizio orientato all'utenza business, e non "banalmente" corporate, può abbandonarci in ogni momento (forse il tono è un poco apocalittico, scusate...). Non si parla di attacco, e le dichiarazioni citate nell'articolo specificano che non si tratta di un problema di sicurezza.
Vabbuò, chiariamo meglio: non si tratta di un evento avvenuto a fronte di un atto intenzionale, ma la disponibilità non è pur sempre una delle tre dimensioni nelle quali si declina la Sicurezza?
Per l'utente finale, non aver ricevuto le e-mail per un test-bed male congegnato o per un DDoS, fa qualche differenza?
Si: nel primo caso, ci si chiede come mai un servizio così diffuso geograficamente, con un numero di utenti così elevato, che fa della disponibilità dei dati "al secondo, ovunque e comunque" la sua bandiera, nonostante le dovute misure di Business Continuity e Disaster Recovery, abbia un qualche (single) Point of Failure in grado di causare effetti in mezzo mondo. Ci si chiede quindi, cosa sia effettivamente successo (a distanza di giorni non è giunta una risposta). Si dimostra poi concretamente quali siano gli effetti di talune logiche di servizio che non spostano il rischio, ma ne precludono la gestione. Questo, se vogliamo, è uno dei nodi più critici che l'Azienda "mobile" oggi deve affrontare. I paradigmi della mobilità creano una rarefazione nella determinazione dei ruoli/responsabilità (es:erogatore e fruitore), per i quali la gestione del rischio non sempre ha dei modelli chiari di analisi e strumenti adatti per delle risposte.
Come stimo l'impatto dei servizi di connettività sulla produttivilità del personale, quando questo è mobile? E come tratto questo rischio?
L'ufficio mobile virtuale non ha una connessione di rete, ovvero può avere, ad esempio, un Operatore, il cui ruolo è sminuito in caso di roaming. Ma se il roaming non funziona, per colpa dell'Operatore locale? Se si pensa che la disponibilità della connessione di rete per il lavoro quotodiano per i dipendenti è un elemento di analisi da pochi anni a questa parte, che dire di questi nuovi scenari?
Certo era più semplice (e qui molti sorrideranno per esperienze purtroppo recenti) quando il problema era "solo" il cavo portato fisicamente fino all'azienda!
Ad un "collega" ricordo che ha avuto pienamente ragione in una dichiarazione, qualche tempo fa (e qui cerco di riportare, spero correttamente, le sue parole):
(e con una certa indignazione)
Da un certo punto di vista, poi, il telefono cellulare, paradossalmente, diviene 'modello di disponibilità': della posta elettronica, della comunicazione vocale, del dipendente dell'azienda che, con accrocchi di questo genere, può dire addio alla vetusta Reperibilità...
Questo, nonostante che il cellulare, di per se, sia molto lontano dal concetto di "infrastruttura critica", con quel che ne consegue. Ai vari fattori che concorrono a confermare questa ipotesi, (sarà capitato anche a voi di collegare il telefono all'alimentatore, ma non di attaccare l'alimentatore alla presa?) si aggiunge il fatto che la copertura non è sempre ideale, e non solo per "il vocale" ma anche su servizi applicativi: da pochi giorni a questa parte si scopre come un servizio orientato all'utenza business, e non "banalmente" corporate, può abbandonarci in ogni momento (forse il tono è un poco apocalittico, scusate...). Non si parla di attacco, e le dichiarazioni citate nell'articolo specificano che non si tratta di un problema di sicurezza.
Vabbuò, chiariamo meglio: non si tratta di un evento avvenuto a fronte di un atto intenzionale, ma la disponibilità non è pur sempre una delle tre dimensioni nelle quali si declina la Sicurezza?
Per l'utente finale, non aver ricevuto le e-mail per un test-bed male congegnato o per un DDoS, fa qualche differenza?
Si: nel primo caso, ci si chiede come mai un servizio così diffuso geograficamente, con un numero di utenti così elevato, che fa della disponibilità dei dati "al secondo, ovunque e comunque" la sua bandiera, nonostante le dovute misure di Business Continuity e Disaster Recovery, abbia un qualche (single) Point of Failure in grado di causare effetti in mezzo mondo. Ci si chiede quindi, cosa sia effettivamente successo (a distanza di giorni non è giunta una risposta). Si dimostra poi concretamente quali siano gli effetti di talune logiche di servizio che non spostano il rischio, ma ne precludono la gestione. Questo, se vogliamo, è uno dei nodi più critici che l'Azienda "mobile" oggi deve affrontare. I paradigmi della mobilità creano una rarefazione nella determinazione dei ruoli/responsabilità (es:erogatore e fruitore), per i quali la gestione del rischio non sempre ha dei modelli chiari di analisi e strumenti adatti per delle risposte.
Come stimo l'impatto dei servizi di connettività sulla produttivilità del personale, quando questo è mobile? E come tratto questo rischio?
L'ufficio mobile virtuale non ha una connessione di rete, ovvero può avere, ad esempio, un Operatore, il cui ruolo è sminuito in caso di roaming. Ma se il roaming non funziona, per colpa dell'Operatore locale? Se si pensa che la disponibilità della connessione di rete per il lavoro quotodiano per i dipendenti è un elemento di analisi da pochi anni a questa parte, che dire di questi nuovi scenari?
Certo era più semplice (e qui molti sorrideranno per esperienze purtroppo recenti) quando il problema era "solo" il cavo portato fisicamente fino all'azienda!
Ad un "collega" ricordo che ha avuto pienamente ragione in una dichiarazione, qualche tempo fa (e qui cerco di riportare, spero correttamente, le sue parole):
cambiano le tecnologie ma i problemi sono sempre gli stessi, e si manifestano pressochè nella medesima forma. Peccato che le soluzioni sono allo stesso modo le medesime, ma bisogna passare attraverso agli stessi problemi per vederle attuare...
(e con una certa indignazione)
Possibile!?



|