Hari Seldon aveva ragione?
Psicostoriograficamente, l'umanità, o un gruppo elevato di individui, agiscono in modo prevedibile. Indipendentemente dalle azioni dei singoli, gli effetti possono essere misurati su vasta scala.
E' quello che mi è venuto in mente leggendo la notizia che Colossus è stato rimesso in funzione, per tentare la decifrazione di alcuni messaggi cifrati con la macchina Lorenz SZ42 (a proposito, anche questa è stata di nuovo resa operativa, oppure si tratta di una implementazione software dell'algoritmo?).
Dai vari articoli che ho letto, Colossus (UK) è stato indicato come il "primo computer". Da ignorante in materia, ho cercato qua e là: sapevo che il titolo era attribuito a ENIAC (USA), del '46, ma mi è venuto in mente che effettivamente altri modelli per scopi militari, l'avevano preceduto, come il Mark I (USA); cercando in rete ci si imbatte in ABC (USA), lo Z3 in Germania, e forse qualche altro.
Seppure, fortunatamente, Hari Seldon non ha ragione, evidentemente il momento storico, la guerra imminente e chissà cos'altro, ha fatto sì che nel giro di pochi anni in luoghi e ambiti diversi siano stati realizzati, spesso con ingenti somme di capitali spesi, i primi moderni computer.
Ancora non so quale meriti la palma del "primo". Colossus, certamente nasce in un ambito che lo renderà famoso rispetto al segreto nel quale fu costruito.
Qui la notizia, nella quale si discute anche delle prestazioni dell'elaboratore, che sembra essere paragonabile a quella di un moderno PC nello svolgere le medesime operazioni, che è poi la spiegazione del fatto che generare una coppia di chiavi RSA sul PC o su una smartcard comporta pressappoco lo stesso tempo: specializzazione!
martedì 20 novembre 2007
Colossus
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1:01 AM
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